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    Il minimalismo pastello di Jeffrey Czum

    Se amate i film di Wes Anderson amerete le visioni di Jeffrey Czum, ordine, pulizia, simmetria e colori pastello Pochissimi elementi, che dialogano fra loro in un mondo onirico e surreale I colori sono sempre tenuti sono parte del “poco” di questo modo fotografico Impossibile non pensare al Gran Budapest Hotel di Wes Anderson Il portfolio completo è su Pexels e su instagram

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    I luoghi non luoghi di Marina Bulduk

    La parte che abbiamo trovato interessante del lavoro di Marina Bulduk è la ricerca prospettica, la sovrapposizione di piani che confondono l’occhio in uno spazio metafisico e indefinito nei confini. Viene in mente qualche lavoro di Franco Fontana o Luigi Ghirri, ma si vede una ricerca personale nello stile. I soggetti sembrano casuali e forse lo sono ma poi nell’insieme danno estetica al fotogramma finale, anche grazie a sovrapposizioni attese con pazienza e pensate prima dello scatto. I piani quasi sempre schiacciati annullano le distanze e si sovrappongono con strani accostamenti, in qualche caso surreali. Geometrie, contorni, sagome, ombre, silhouette o riflessi sono l’ispirazione di questa ricerca fotografica Il suo…

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    I tramonti di Saigon

    Trung Bao scrive di sé nella sua bio su instagram di essere un collezionista di nostalgia, vediamola insieme: Le sue fotografie crepuscolari danno esattamente questa idea, paesaggi soffusi e dai colori scuri/tenuo che ci accompagnano alla fine del giorno il sole che fa capolino fra i palazzi di Ho Chi Min in Vietnam diventa il protagonista timido di questi paesaggi emotivi, che raccontano il contrasto fra la presenza dell’uomo ed una emotività che cerca di ritagliarsi ancora qualche spazio. Nulla è nitido, netto, definito, le foto hanno qualcosa di onirico e socchiuso Un senso di nostalgia ci pervade, forse di tristezza? Ci penseremo domani, adesso è notte a Saigon.

  • EDITORIALE

    Instagram, la “polaroid” degli anni 20(20)

    Il nostro progetto inizia dallo sharing su instagram, la via più immediata e il primo approccio anche per tanti giovani talenti, oltre che ad una vetrina nuova per chi opera da anni nella fotografia. Attraverso instagram è possibile arrivare a chi le nostre fotografie non le avrebbe mai viste: è pervasivo, forse in qualche caso “invasivo”, ma poi c’è sempre la libertà di scegliere cosa guardare e cosa non ci piace. Certo, le forme espressive sono certamente “regolamentate” dietro una “censura” ipocrita legata alle richieste degli inserzionisti, ma anche gli artisti che amano osare di più usano l’esca social per poi rivelarsi completamente nei propri spazi personali. Altro punto di…