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    Il minimalismo pastello di Jeffrey Czum

    Se amate i film di Wes Anderson amerete le visioni di Jeffrey Czum, ordine, pulizia, simmetria e colori pastello Pochissimi elementi, che dialogano fra loro in un mondo onirico e surreale I colori sono sempre tenuti sono parte del “poco” di questo modo fotografico Impossibile non pensare al Gran Budapest Hotel di Wes Anderson Il portfolio completo è su Pexels e su instagram

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    Artist review: hidden Georgia by Natela Grigalashvili

    Natela ci racconta il mondo rurale delle montagne e campagne della Georgia, con un occhio malinconico ma appassionato. Il suo fotogiornalismo racconta la civiltà contadina che vive isolata rispetto ai grandi centri urbani che si stanno “occidentalizzando”, un retaggio del passato per consuetudini, riti, abbigliamento, regole di convivenza. Gli splendidi paesaggi fanno da cornice all’umanità raccontata in queste fotografie, l’occhio di Natela è intimo, rispettoso delle popolazioni che vivono questi luoghi remoti. Le scene di vita sembrano sospese nel tempo, fra questi monti la vita scorre esattamente come 100 anni fa Seguite Natela Grigalashvili sul suo account instagram o sul suo sito web

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    I luoghi non luoghi di Marina Bulduk

    La parte che abbiamo trovato interessante del lavoro di Marina Bulduk è la ricerca prospettica, la sovrapposizione di piani che confondono l’occhio in uno spazio metafisico e indefinito nei confini. Viene in mente qualche lavoro di Franco Fontana o Luigi Ghirri, ma si vede una ricerca personale nello stile. I soggetti sembrano casuali e forse lo sono ma poi nell’insieme danno estetica al fotogramma finale, anche grazie a sovrapposizioni attese con pazienza e pensate prima dello scatto. I piani quasi sempre schiacciati annullano le distanze e si sovrappongono con strani accostamenti, in qualche caso surreali. Geometrie, contorni, sagome, ombre, silhouette o riflessi sono l’ispirazione di questa ricerca fotografica Il suo…

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    I tramonti di Saigon

    Trung Bao scrive di sé nella sua bio su instagram di essere un collezionista di nostalgia, vediamola insieme: Le sue fotografie crepuscolari danno esattamente questa idea, paesaggi soffusi e dai colori scuri/tenuo che ci accompagnano alla fine del giorno il sole che fa capolino fra i palazzi di Ho Chi Min in Vietnam diventa il protagonista timido di questi paesaggi emotivi, che raccontano il contrasto fra la presenza dell’uomo ed una emotività che cerca di ritagliarsi ancora qualche spazio. Nulla è nitido, netto, definito, le foto hanno qualcosa di onirico e socchiuso Un senso di nostalgia ci pervade, forse di tristezza? Ci penseremo domani, adesso è notte a Saigon.

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    La natura secondo Ando Fuchs

    Ando Fuchs è un fotografo di origine alto atesina che ha un modo di raccontare la natura un po’ ruvido e molto minimale. Poco spazio per il patinato, tanta grana ed essenzialità. Caratterizzate da linee, pochi elementi che staccano dal resto del paesaggio, composizioni perfette, le ambientazioni risultano sempre nebbiose e inquiete. L’uso del mosso e dello sfocato contribuisce a dare anima a questi elementi naturali che sembrano appartenere a una terra oscura e pericolosa. Dello stesso autore vi consigliamo di guardare gli altri “temi” tutti visibili suo suo sito http://www.ando-fuchs.at/home e su instagram

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    Instagram, la “polaroid” degli anni 20(20)

    Il nostro progetto inizia dallo sharing su instagram, la via più immediata e il primo approccio anche per tanti giovani talenti, oltre che ad una vetrina nuova per chi opera da anni nella fotografia. Attraverso instagram è possibile arrivare a chi le nostre fotografie non le avrebbe mai viste: è pervasivo, forse in qualche caso “invasivo”, ma poi c’è sempre la libertà di scegliere cosa guardare e cosa non ci piace. Certo, le forme espressive sono certamente “regolamentate” dietro una “censura” ipocrita legata alle richieste degli inserzionisti, ma anche gli artisti che amano osare di più usano l’esca social per poi rivelarsi completamente nei propri spazi personali. Altro punto di…

  • EDITORIALE

    Condividere la bellezza

    In un momento storico in cui le notizie non sono sempre belle fra pandemie e cambiamenti climatici, poche cose ci possono dare un momento di serenità come la bellezza. La “nostra” bellezza è la Fotografia, quella con la F maiuscola che non deve essere per forza d’autore. Ognuno di noi può creare o vedere bellezza con uno smartphone o con una reflex super accessoriata. La capacità di racconto e il modo in cui il racconto avviene ci fa strabuzzare lo sguardo. Il nostro magazine proverà a suggerire la bellezza dove la vediamo noi sperando che la vediate anche voi. Buon viaggio da parte di Fotoloft.